The Abstract Truth

Artwork by





a = A
Keine Schönheit ohne Gefahr
Personali incursioni
di un maniaco asintotico
nell'impero dei segni.
Datzebao dei proclami
del partito unico
dell'asteroide U.R.A.S.S.I.
Unione Repubbliche Aliene
Sbiellate Sovietiche Interiste.
Basta con queste parole
immagini oggetti simulazioni
incessanti accavallate contraddittorie
discutibili spassionate prevenute
ambigue : la fine è vicina.
Ma nella fine c'è il mio inizio
così io prometto di ricominciare.
Prometto di sbagliare ancora
e prometto di sbagliare meglio.
The abstract truth is no real.
Il reale è una simulazione
saremo per il partito preso dell'illusione
Luna Park personale e virtuale
quasi gratis poco da pagare,c'è tutto
la stanza degli orrori
il labirinto degli specchi
ovviamente le montagne russe
e gli autoscontri
lo zucchero filato e l'odore delle frittelle.
Faraway, so close.
I'm the passenger
on the magic bus.
Se non ti batti per qualcosa
qualcosa ti batterà.
Ci siediamo dalla parte del torto
perchè gli altri posti
sono tutti occupati.
Avere la pazienza di accettare
quello che non può essere cambiato
la forza per cambiare
quello che può esserlo
e l'intelligenza lucida
per saper distinguere le due cose.
Produci - Consuma - Crepa
Aldo dice ventisei per uno...
Io rispondo Telecaster Kalashnjkov.
La maggior parte della gente fallisce
per aver investito troppo
nella prosa della vita.
Essere andato in rovina
per la poesia è un onore.
Poetry makes nothing happen.
We work in the dark
we do what we can
we give what we have
our doubt is our passion
our passion is our task.
The rest is the madness of art.
Words.
They gave me the wound
they'll get me well.
If you believe it.
Walked out this morning
don't believe what I saw.
A hundred billion bottles
washed up on the shore.
Seems I'm not alone
at being alone
a hundred billion castaways
looking for a home.
Punx not dead.
No future for humans
let's be aliens!
I'll see you
on the dark side of the moon.
on the art side of the doom.


Einstürzende Neubauten
Astract-M.Titchner
B.Brecth-O.Wilde
S.Agostino-CCCP
L.Cohen-H.James
J.Morrison-Sting
Nemo-Pink Floyd




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le coeur, organe intrèpide et tenace



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--- NOW & FOREVER ---


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Storia di un uomo-alieno
che scoprì l'occhio della mente
si perse nel suo labirinto
infine trovò la stella guida
diventò un alieno asteroidale
con un ala sola per volare via
salire almeno un pò




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vorrei linkarvi tutte/(i) ^_^
io ci provo, ma come si fa?
siamo milioni di milioni
fatico già coi miei neuroni...




certi vent'anni restano sempre



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il mio stregone profeta
e la mia bibbia personale ^_^



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Telecaster Kalasnjikov
chitarre come mitra
per battaglie senza sangue




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giovedì, marzo 31, 2005
 

Noi non ci saremo

leggendo e rileggendo in continazione cronache dal mondo riguardo ogni genere di ingiustizie distruzioni e crudeltà - non ultimo l'articolo su liberazione di oggi sul rapporto dell'onu sul pianeta - posto una piccola riflessione - le conclusioni a cui sono arrivato sono molto diverse da quelle che avrei pensato anche solo una decina d'anni fa, ma ho cambiato parecchio idea - solo gli stupidi non lo fanno mai - so che  potrebbero non piacere, sono un pò radicali - ma si sa, non sempre si può piacere :

solo due cose - diceva einstein - sono infinite : l'universo, e la stupidità umana, e nutro ancora qualche dubbio sull'universo

(escludendo ingiustizie varie dettate da interessi particolari ben altro che stupidi - bastardi ma non stupidi - io nella stupidità invece comprenderei anche ogni genere di crudeltà, utile (?), ma soprattutto come in molti casi quelle assolutamente inutili - che servono solo a umiliare, e a ribadire il potere di un frustrato su un derelitto - come se non bastasse quello che già si sconta normalmente vivendo.)

e quindi ripeto qui un mio motto - il giorno che questo pianeta si sarà liberato del tutto della nostra razza - la cosiddetta razza umana - siamo il 58esisimo minuto della 23esima ora...(e prima o poi succederà) - sempre che ne resti qualcosa, del pianeta - sarà un gran giorno, e poi tanti ne seguiranno ancora senza più alcun conto... io onestamente me ne frego, se dovesse toccare anche a me, anche domani, e fossi sicuro che non ne resterebbe nessuno - direi un bell'amen, tirerei un bel sospiro e chiusa lì, penso pure che sarei felice - per tutte le altre magnifiche e inconsapevoli forme viventi... e non.

non dico altro - per me a riguardo non c'è molto da aggiungere - poi ognuno la pensi come gli pare.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 03:43 | commenti (5)
mercoledì, marzo 30, 2005
 

la poesia è così - senza un vero motivo, senza ponti nè strade, senza arrivi - ma ogni tanto te ne passa davanti una giusta - per fortuna - o per sfortuna di chi l'ha scritta, magari soffrendo - così finisce che fa girare le cose, senza volerlo - nella vita di qualcuno, che è passato di lì, mentre passava anche lei -  per caso ovviamente, o no - non fa molta differenza - e si è sentito uno strano fruscio nell'aria - si sono sfiorati forte - solo sfiorati, ma così forte - senza - senza niente che si spiegava - ma al contrario avvolgendosi - di crude oscure nudità di parole - una volta tanto - se mai fosse possibile.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 03:34 | commenti (1)
lunedì, marzo 28, 2005
 

attraverso afternoon


Oggi mi hanno detto buona resurrezione

Mi ripeto, pettinato come un dente
cariato di un cane, come un S. Sebastiano
come un sincero convinto idiota
strappato, cagliato, incrinato, tirato
alla porta vietata per me, le fiamme alte dietro

non poggiarci la testa, non volere il volo
ma cadi di cadenza in sequenza
negli anni sfiniti, nel piano
segreto, mistero, smarrito, vai
solo per rotolar delle pietre
di lava di madre e caverna

nel compito del graffito più antico
nel perché vuoto dei fatti, scritto sul muro
scritto, lo vedi, poi chiudi gli occhi
poi senti il richiamo, balocchi da strada
troppe squame di latta, unghie smaltate
di blu blu blu, ancora ancora e ancora

raschia il suolo diurno del piombo piovuto di ieri
e lì aspetti il tuo tram, nel sempre della città
dove qualcuno ha fatto il tuo nome
ti volti, nessuno, non puoi credere
solo che ognuno segue il suo strappo
nell’infinito, nel superare quei nomi
nel disfare i sentieri, per dire anche solo un qualcosa
per giorni di orma nell’attraverso

ma non dici niente, lo sa la tua sedia
tu fumi tirando indietro la testa
senti l’ombra seguita da sé, senti
che si dà luce, che si fa notte, che si fa quello che viene
che vuole portare un po’ d’acqua dal pozzo
e l’erba ne ride, se vuoi, ‘che tutti siamo
aspettati, amati, una volta soltanto, una
dai cori della sfera viva che gira 

tu hai ancora fiato, spera, fiato, spera
tu bambino, re del tuo mondo
sogna un’altra vita, una seta di perla
per le tue vene, per la tua fatica più vera.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 08:20 | commenti
domenica, marzo 27, 2005
 

close to the edge

ho fatto molta autoanalisi in questo periodo - e avrei mille cose da dire - ma non ne ho molta voglia adesso e qui - una conclusione sicura però c'è - se c'è un limite, beh ci sono arrivato di nuovo molto vicino - e paura e pericolo si fanno sentire forte - ora sorge però un'altra domanda - poi è così che funziona quando pensi, i pensieri sono come scatole cinesi - perchè a me capita ciclicamente questa cosa, da una quindicina d'anni a questa parte? - perchè che io lo voglia o no spesso mi trovo lì, sull'orlo? - e ci cammino a lungo vicino? - perchè c'è chi sa vivere diversamente, e io ho dimenticato come si fa? - ma c'è un modo in cui si fa che vale un pò per tutti - o semplicemente anche io c'ero quando c'ero, e tornerò quando sarà - ho sempre dei grossi dubbi su volontà e per contro, destino - come diceva una bellissima ballata latina "...chissàs, chissàs, chissàs..."


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 18:12 | commenti
venerdì, marzo 25, 2005
 

post bello cazzutello : i pilms che ho visto più volte - al di là di ogni giudizio estetico - che ho amato rivedere negli anni (adolescenza compresa) - riponzati un pò lì a casaccio, nè in ordine di importanza - se la memoria non mi inganna - ma dato che mi inganna, prendetelo con le pinze.

the wall - A. Parker
blade runner - R. Scott
animal house - J. Landis
il gladiatore - R. Scott
sacrificio  -  A. Tarkowskji
fight club - D. Fincher
matrix - Watchowsky Bros.
the blues brothers - J. Landis
c'era una volta in america - S. Leone
amarcord - F. Fellini
la trilogia di guerre stellari - G. Lucas
daunbailò - J. Jarmush
arancia meccanica - S. Kubrick
seven - D. Fincher
zabriskie point - M. Antonioni
alien - R. Scott
2001 odissea nello spazio - S. Kubrick
dead man - J. Jarmush
...
boh, mi sono stufato e poi come dicevo non è che sia poi così sicuro... certo da qui non ne esce un ritratto di un cinefilo raffinato - guardo tanto anche cose d'altro spessore - ma spesso non le riguardo più di due o tre volte, anche perchè spesso non se ne ha l'occasione - mentre tutti questi li ho rivisti più o meno almeno quattro volte (fino ad arrivare alla decina)...


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 06:21 | commenti (1)
martedì, marzo 22, 2005
 

paul klee - angel

Simply nowhere to hide- awake dreams are dead - sleepy dreams are nightmares – most people hurts you - things are full of angles - where are the angels? -  send us the angels - either to burn us all or to make we all fly away - let earth in peace alone and let us rest forever - on a infinite beach in front of the universe - take us beyond all this - 'cauz  there's nothing left for us that's not just dust.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 22:31 | commenti (3)
venerdì, marzo 18, 2005
 

oggi chiudo i battenti dei lavori ancora più tardi, ore tre e mezza - ma ho cazzeggiato parecchio nel corso... cmq sono molto contento della mia creazione x le tende - è venuta molto meglio di quello che mi aspettassi... e cmq dopo 15 anni questa casa mi somiglia sempre di più, mi ci ritrovo a meraviglia, è come una seconda pelle... manca ancora qualcosa ma arriverà, un pò alla volta... come tutto il resto... il palazzo da fuori non mi piace molto, per quanto non sia da schifo, ma dentro è molto mia, in ogni angolo.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 03:47 | commenti (8)
giovedì, marzo 17, 2005
 

what da ya ask me? the future?
ya have ta be jockin!

il futuro esiste solo dopo che è accaduto
e succede a ben vedere, per gli elementi più strani
la statistica che già si pone come scienza del probabile
ma per esempio già bisogna vedere dove stai sulla curva di gauss
e chi lo sa dove ti troverai? per cui...
e poi e poi... tutti vorremmo vedere un passo più là
accennare una corsa, e lo facciamo
ma più lo facciamo più siamo imprudenti, e coraggiosi
e sognatori, e feriti, e mezzi morti
in sintesi per me il futuro è una corsa verso la fine
l'importante è farla come ci piace.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 16:12 | commenti (3)
 

smooth waves of deep eastern smoke

ho inziato a lavorare alle quattro e mezza del pomeriggio
ho finito alle due e mezza di notte
queste a volte sono le mie ore.
poi ho acceso lo spazza pietre sciogli carta vetrata
e tutto è cambiato dentro e fuori
mi sono trovato su una spiaggia di una cala deserta
seduto, l'unico sveglio, gli altri nascosti a dormire nei sacchi a pelo
e guardavo le ondine lente e morbide
che arrivavano in serie e lambivano la riva
senza mutare niente, senza sconvolgere niente
avvolto dalla luce irreale e statica di un'aurora un pò grigia
ondeggiavo lento anch'io, con pensieri irrilevanti
senza conseguenze, come le ondine che arrivavano
e sono lì, come una statua di vita che non vuole essere niente
lontano dai patimenti, dagli battimenti, dalle corse di cose,
protetto alle spalle dalla pietra netta scura alta e vicina della costa
lontano da tutto, con lo sguardo perso nella luce fioca
di un orrizzonte appena accennato, che sfuma tra cielo e mare
io invisibile, senza contorno, sfumo anch'io col resto 
che è lì da chissa quanto, fuori dal tempo
anch'io sulla linea che cerchia il tutto ed è vicino al nulla
e va benissimo, adesso.

listening to : steve reich, sigur ros, philip glass, archive.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 05:18 | commenti (3)
mercoledì, marzo 16, 2005
 

sweet dreams are made of these

visto che scopro di continuo che c'è chi mi legge e non lo so
perchè o non commenta o lascia commenti anonimi
bene, a questi amici, perchè poi li conosco
dedico questa poesia che ho buttato giù stanotte
in jeans stivali in pelle maglia nera a colletto alzato
e pettinatura alla joe strummer ^_^
assorto, rilassato, in ascolto, e bello fatto
visto che non ne scrivevo di nuove più da un pò
e sono stato stimolato da un concorso a cui partecipo
su indicazione e consiglio di un'amica
insomma visto questo e quello ecco qui...

il canto dei cigni

Un cigno, di un cigno
vorresti sentire il canto
attraverso le fitte canne
della palude che dilaga tra i casermoni
guardi il cielo, il cielo che muta
che magari risponde se interrogato
sì, forse, possibile, ma tu sai farlo?
Gli chiederai cosa c'entrava la punta del suo mento visto da sotto
o la sua bocca a chiedere tutto spalancata al soffitto
o la sua pelle sparsa in giro dappertutto
o l'arcata delle sue gambe farti da arcobaleno
la sua voce di stella, i suoi sorrisi di pane
i suoi occhi al nitrato d'argento, cascate di brillanti nel vento
la sua cosina dolce d'acacia che ti stringe e ti parla
piccola fonte d'umori di giada, di grida di gioia
gli chiederai che c'entrano, con i semplici accordi
che vorresti sentire ancora una volta e ancora,
o cosa c'entra un cavallo libero con questa storia
cosa c'entra la carta vetrata che si scioglie dentro
con le immagini improbabili di quel canto?
Solo i fumi densi d'oriente possono riprodurlo da soli
quel canto che è antico come una litania di vita e morte
un rituale per propiziare i sogni estatici
in questa minera troppo affollata con una sola uscita
i sogni d'oro zecchino, come il gelato di un vecchio bambino.
Sono molte le storie che si raccontano di questo canto
viaggio tra i palazzi persi tra le strade della gente che non sai
ma nessuna verità, solo luce negli occhi di chi ne parla
mentre guarda il cielo che continua a sembragli strano
di un grigio che non gli appartiene, non riconosce
fondale dipinto da qualche soldatino
all'aperto diceva di non ritrovarsi più
nè di trovare quel povero canto o qualche altra canzonetta.
Mentre il mio stereo, negli anni ben istruito
sa cosa si deve suonare adesso, e lo fa
quando trova il disco giusto, in ogni notte che può essere giusta
come steve reich, music for 18 musician, ecm 1978
fumi densi d'oriente sparsi per la stanza

allora la carta vetrata si scioglie lo stesso
e tutti i miei cavalli stanchi ne bevono.
Anche se certi sogni da me mai più tornaneranno
nessuna colpa e tutte le colpe, le croci son comunque lì apposta
appena dietro la porta, col ricordo di lei
non piangerò non griderò sommesso non soffrirò
non più forse, ma non stanotte
il fumo denso d'oriente se la porta via senza che io veda
lascia solo nell'aria una scia di dolce caduta
solo un oblio che duri, almeno fino a domani.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 04:36 | commenti (4)
giovedì, marzo 10, 2005
 
non trovo mai l'altra giusta...


Un ala sola

 
A dirla pane e vino di questo si tratta

affinità elettive e il buon sapore di un corpo

non sono anni se credete ma file interminabili di giorni

che per averli insieme dentro mi contorco

son come un luna park vuoto e mezzo illuminato

o come un transatlantico senza gasolio nè passaporto,

poi mangio le aringhe e vivo un pò nascosto

quell'ala sola mi fa volare storto

e quando cado in acqua tra le onde

son così fradicio che a volte sembro morto,

ma il vento non mi ha mai abbandonato

nè mai giudicato in torto

ma neanche mai ragione, è lì solo per sfida

e quando canta a volte fischia un gelo siderale

che spezza anche le gambe in mezzo

o tiepido ti accarezza tutto il corpo

e ti solleva così in alto che non sai se respirare...

non so che faccio qui, davvero

che dio sciancato mi abbia dato luce

perchè gliela zoppico anche se è bella forte

mi ha anche dato mani e piedi

e l’occhio non è certo corto

allora mia dia una bella dama

e un ballo che non finisce lì

quando tutto quanto in fuori mi son sporto.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 19:40 | commenti (2)
lunedì, marzo 07, 2005
 

C'è una dolcezza giù nella vita
che non cambierei con niente

di ciò che appartiene al cielo.

È quando chissà da che, perché cominciano

tra due bocche estranee fino ad allora

miracoli tiepidi d’aurora
dei baci.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 04:58 | commenti (4)
sabato, marzo 05, 2005
 

ci sono milioni di cose che vorrei farti sentire

oltre i domini gutturali del timore

vorrei poterti mettere una mano sul cuore

vedere dentro dove vola dove duole dove si appoggia

vorrei che tu potessi fare lo stesso col mio

sentire dove batte forte, com'è azzurro, com'è blu

il filo che ci lega è fragile ma rosso

ti sento pulsare là nell'altra stanza

respirare nuda attraverso la porta

sento gli scudi e le lance nostri, che ci hanno dato

le carezze e le lacrime dimenticate

il velluto della tua voce e la corda dei tuoi silenzi

il tuo sudore che sa di sorrisi

i tuoi sorrisi che sanno di luce alla sera

la coperta fiera della tua pelle aperta a un soffio

immagino l'acqua calda che ti ricopre  e che mi fa tacere

la tua terra madre e le tue uscite

che sono una punta, un recinto, un covo, un tesoro

e io che resto seduto tra le foglie io che mi mangio l'albero

che ho delle braccia, un fiato, qualche cavallo.

nessuno vuole la fioca farina

nessuno vuole tremare troppo.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 10:38 | commenti (3)
venerdì, marzo 04, 2005
 

we have a dream

il destino nelle nostre vite ha giocato già molte carte, ma non tutte, non tutte. io sognerò il grano, il grano biondo e alto. io sognerò. ma come fanno i contadini. sognerò, senza vergogna alcuna. sognerò come fanno i visionari i poeti gli artisti e tutti gli uomini che sanno far fiorire la terra, su un campo, una tela, una pagina, un legno, un ferro, una foto, un film, un progetto... e noi ci crederemo perchè è il sale della terra.

" Noi siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni - e la nostra piccola vita è cinta di sonno "  W. S.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 20:48 | commenti (1)
martedì, marzo 01, 2005
 

momento di numinosità
quindi niente pleonasmi

torno subito...

(nb. non ci sono errori di battitura). 


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 16:30 | commenti (1)