The Abstract Truth

Artwork by





a = A
Keine Schönheit ohne Gefahr
Personali incursioni
di un maniaco asintotico
nell'impero dei segni.
Datzebao dei proclami
del partito unico
dell'asteroide U.R.A.S.S.I.
Unione Repubbliche Aliene
Sbiellate Sovietiche Interiste.
Basta con queste parole
immagini oggetti simulazioni
incessanti accavallate contraddittorie
discutibili spassionate prevenute
ambigue : la fine è vicina.
Ma nella fine c'è il mio inizio
così io prometto di ricominciare.
Prometto di sbagliare ancora
e prometto di sbagliare meglio.
The abstract truth is no real.
Il reale è una simulazione
saremo per il partito preso dell'illusione
Luna Park personale e virtuale
quasi gratis poco da pagare,c'è tutto
la stanza degli orrori
il labirinto degli specchi
ovviamente le montagne russe
e gli autoscontri
lo zucchero filato e l'odore delle frittelle.
Faraway, so close.
I'm the passenger
on the magic bus.
Se non ti batti per qualcosa
qualcosa ti batterà.
Ci siediamo dalla parte del torto
perchè gli altri posti
sono tutti occupati.
Avere la pazienza di accettare
quello che non può essere cambiato
la forza per cambiare
quello che può esserlo
e l'intelligenza lucida
per saper distinguere le due cose.
Produci - Consuma - Crepa
Aldo dice ventisei per uno...
Io rispondo Telecaster Kalashnjkov.
La maggior parte della gente fallisce
per aver investito troppo
nella prosa della vita.
Essere andato in rovina
per la poesia è un onore.
Poetry makes nothing happen.
We work in the dark
we do what we can
we give what we have
our doubt is our passion
our passion is our task.
The rest is the madness of art.
Words.
They gave me the wound
they'll get me well.
If you believe it.
Walked out this morning
don't believe what I saw.
A hundred billion bottles
washed up on the shore.
Seems I'm not alone
at being alone
a hundred billion castaways
looking for a home.
Punx not dead.
No future for humans
let's be aliens!
I'll see you
on the dark side of the moon.
on the art side of the doom.


Einstürzende Neubauten
Astract-M.Titchner
B.Brecth-O.Wilde
S.Agostino-CCCP
L.Cohen-H.James
J.Morrison-Sting
Nemo-Pink Floyd




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le coeur, organe intrèpide et tenace



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--- NOW & FOREVER ---


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Storia di un uomo-alieno
che scoprì l'occhio della mente
si perse nel suo labirinto
infine trovò la stella guida
diventò un alieno asteroidale
con un ala sola per volare via
salire almeno un pò




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vorrei linkarvi tutte/(i) ^_^
io ci provo, ma come si fa?
siamo milioni di milioni
fatico già coi miei neuroni...




certi vent'anni restano sempre



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il mio stregone profeta
e la mia bibbia personale ^_^



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Telecaster Kalasnjikov
chitarre come mitra
per battaglie senza sangue




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che sentitamente ringrazia
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per l'indispensabile aiuto









sabato, aprile 30, 2005
 
Generazionale

preparatevi: questo è un post spesso, non del tipo - sto così e cosà, ho buttato la pasta, sono stato dal parrucchiere, c'è un vicino troppo figo che mi manda fuori testa - è una cosa mia, anche un pò intima, che ho voluto, nonostante quel minimo sforzo che richiede a leggerla, provare a condividere qui. E' la fusione del post precedente risistemato e più un'altra cosa su una mia poesia, e il polpettone che segue è quello che ne è venuto fuori.
 

quella subito sotto questa prefazione è la mia poesia che ha vinto, insieme ad altre sedici di altri, il concorso di subway e che verrà distribuita gratis in alcune stazioni della metropolitana di milano (circa una decina pare), roma e napoli, in libricini stampati in 3 milioni di copie e posti in dei box sparsi in giro, a partire dalla seconda metà di maggio suppongo, visto che la conferenza stampa di presentazione è l'11 maggio.

più sotto ancora c'è una cosa discorsiva più lunga - anche se in partenza l'intenzione era solo uno sfogo, per menzionare alcuni fatti e conseguenti riflessioni minime a riguardo, come per togliermi dei sassolini dalle scarpe che avevo da un pò di tempo, e che qualche notte fa ha preso inopinatamene forma, una forma un pò caotica, visto che l'idea non era certo quella di fare un trattato, ma di dire semplicemente delle cose senza approfondire troppo, che riguardassero nello specifico il mio stato esistenziale attuale e il suo rapporto con parte del mio passato e soprattutto con la sua memoria.

ho pensato di mettere queste due cose insieme qui, perchè a dispetto del fatto che sono state scritte in stili, modi, tempi, e situazioni molto diversi, riguardano invece la stessa cosa (di cui secondo me si parla poco e male). e cioè la nostra generazione  di mezzo e il suo vivere l'oggi, generazione di nati a metà dei sessanta e con un età intorno ai quaranta.

avviso ai naviganti: per la lettura è è richiesto quantomeno un pò di tempo, visto che la prima parte, la poesia, è immediata ma non troppo, e va un pò interiorizzata. e la seconda è lunga e non del tutto lineare, essendo stata scritta un pò di getto sotto la spinta di un impulso forte ma non troppo studiato. per cui sempre che vi vada di imbarcarvi nella pur modesta impresa, il mio consiglio è di stamparvi il documento e leggervelo con calma, quando potete, in un tempo morto (spero che qualcuno ve ne sia rimasto) . poi sono ovviemente graditi i commenti di ogni tipo

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Generazionale
 
Vi dirò senza vergogna quanto segue :
siamo come sottomarini nucleari in disarmo
nascosti nei porti del baltico
meteore luccicanti rimbalzate fuori
nell’orbita siderale di un sasso
rasoi usa e getta per facce da cazzo
sedie a dondolo in un ufficio di alluminio
le matite rosse, le rose blu
siamo come la dea kalì che si innamorò di frankestein
come il calcolo inventato di un pomeriggio a chiaccherare
siamo il sangue scottato, livido
l'ultima corveè, apparato digerente
come calce viva per riscaldare alibi 
e infermità per quelli da vetrina
siamo il carbone del tempo
delle mezze giornate andate
e di quelle da far andare
siamo vedove egizie, quasi babilonesi
spose animali, quasi primitive
l'esattezza dei caschè alla balera
guerra civile di bicchieri e bottiglie
sogno di un cortile, raccoglitori di ossa
punteggiatura a mezzo servizio
la mente orticaia, rovo di mare, merlo
siamo il dolore che vi manca
alberature multiple, vascelli fantasma,
brigantini di ferro nell'orizzonte australe
la canzone sghemba, na na na oh yeah
guardie ubriache e ballerine
di un castello vuoto in cima al monte
una gloria tra i muri nelle stanze
il silenzio e il suo opposto.
allora io dico vai taribo mangiali tutti,
mangiali tutti taribo.

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tempi che sono cambiati molto - ma che lo dico a fare?

ho dei pensieri notturni (come sempre il silenzio e la tranquillità della notte aiutano a definire il mio pensiero) che sono cresciuti col tempo, tanto tempo, e che quindi in parte ho già espresso - ma che stanotte hanno preso una forma definita particolare - poi però ho anche pensato: ma che li dico a fare? - forse non sono altro che banalità correnti, inevitabili, magari anche ritrite, e che ad alcuni (e qui sbaglierebbero) potrebbero suonare un po’ nostalgiche – perché si tratta di cose che riguardano il rendersi sempre più conto di quanto siano cambiati tempi, rispetto a quando ero giovane io, e forse questa consapevolezza deriva dal fatto che tra un anno avrò quaran'anni - ma d'altra parte non credo che sia solo questo il punto.

molto, sicuramente troppo, è stato scritto sugli anni anni sessanta e settanta - e quello che ne è seguito - gli anni ottanta - e poi quell'epoca indefinita che si vive ancora adesso - per cui non mi addenterò assolutamente su dettagli vari - che forse ad alcuni aiuterebbero a capire - ma decisamente sarebbe troppo lunga e non ho voglia di scriverci su più di tanto - forse di fronte a un bicchiere (anche più d'uno vista la lunghezza della cosa e la necessità di entrare nel mood giusto) ne parlerei volentieri, citando questo e quello, cose personali e non - ma qui no - voglio solo affermare un paio di cosette che c'ho piantate qui.

io negli anni sessanta ci sono nato, a metà, più o meno, nei settanta ho passato l'adolescenza e negli ottanta ci sono cresciuto - il resto che è seguito significa e conta tutto sommato veramente molto meno (mi dispiace per chi c'era, questo non ha nulla che vedere col valore delle persone, ma con l'intensità del mio vissuto nel suo complesso) - comunque sia dalla scuola dove facevo sempre casino (già alle elementari), alla compagnia di personaggi unici e sconvolti del mio quartiere di periferia, alla università parcheggio dove ho fatto di tutto oltre che studiare quel tanto - comunque sia, tutto quello che è successo nella cultura dominante di massa e nella controcultura di "sinistra" da centro sociale e/o ad "alto livello" - dalla musica al cinema alla filosofia sociale e/o politica alla cultura delle droghe al tipo di relazioni sociali alla sessualità al rapporto col lavoro e il denaro il potere l'arte eccettera eccetera – ecco, tutto questo mi è sempre arrivato molto, l'ho vissuto, anche se a volte in delay temporale, anche in contesti sociogeografici diversi dall'origine, ma comunque mi ha attraversato, ha fatto parte del mio sentire e della mia visione della vita (sempre che ne abbia mai avuta una e che sia possibile averla), ha contribuito a costruire il mio immaginario, anche futuro, e a sviluppare certi particolari desideri, aspettative, ecc ecc.

ma veniamo ai fatti recenti e cerchiamo di tagliare corto: ho appena riparato dopo lungo tempo il mio bel giradischi e ho cominciato a far passare di notte qualcuno dei miei tanti vecchi vinili - nello specifico quelli che mi hanno colpito di più rispetto a questo ragionamento sono il primo e l'ultimo dei dischi dei doors (forse per il connubbio - detto in poche parole : rivolta-dioniso-sconvoltura-poeticitàprofonda-fisicitàtribalelive-originalità rispetto al contesto rock medio) - e l'ascolto di queste vecchie cose mi ha fatto pensare in primis a una cosa : quanto dell'immaginario che si ha dipende davvero dalla memoria - perchè la memoria è al contempo labile e anche spesso molto scomoda - perché vivere solo nel presente sembra più facile - sempre che si riesca a sopportare il tipo di identità che questo comporta, soprattutto oggi - così l'avere presente, anche se vagamente e solo in certi particolari momenti, l'idea delle prospettive dei valori delle abitudini dei sogni dei desideri, che si hanno avuto fino a più o meno venticinque anni, seppur non troppo definiti anche allora - cambia di molto le cose, di come ci si vive la realtà di oggi, di come semplicemente la si vede, con gli occhi col cuore e con la testa.

Vorrei qui aprire una piccola parentesi concettuale su un argomento non trascurabile e anzi centrale in tutto il discorso : non so quanto si riesca addirittura a rendersi veramente conto di quanto la memoria sia labile caduca incostante e spesso putroppo non decisiva, perchè una che volta si sono persi tutta una serie di termini di paragone del passato – e qui sta l’inghippo più grave di tutta la faccenda - si perde anche la sensazione di labilità della memoria e del tempo che passa – e quindi sembra tutto logicamente consequenziale, avvenuto perché così doveva essere, e alla fine normale direi, se me lo concedete.

poi volendo su quegli anni si aprirebbe una querrelle infinita, un dibattito su tutto e su tutti - che come ho già detto, vorrei evitare - una cosa però voglio dire : se qualcuno di voi conosce bene, magari molto bene, il primo e l'ultimo disco dei doors - per me - e sottolineo per me - non è un caso se ultimamente sul tardi (dopo le due) quando ho finito di lavorare o ritorno a casa dopo essere uscito - mi ritrovo bello sconvolto (spesso e parecchio) da solo per ore ad ascoltare quello ed altre cose strane, di ieri e di oggi. il fatto da cui è partito tutto il pippone poi sta tutto qui, in quell'ascolto solitario e sballato, di una vecchia cosa di uno alterttanto poetico solo (dentro) dionisiaco e sballato.
 
succede però poi che ognuno conduce vite molto differenti, fa e avrà fatto altre scelte che rispetto e a volte invidio per costanza e per coraggio, ma non so se sia un caso, io mi ritrovo ancora in uno stato indefinito (potevo e posso permettermelo, e l'ho scelto - anche senza volerlo, ma l'ho scelto, per impulso ed istinto più che per chissà quale calcolo o ragionamento - ma tanti avrebbero fatto cmq diversamente, non è tutto oro quello che luccica, sempre che luccichi) di artista un pò pigro nel mettersi in gioco col mercato (anche se più riprese ci provo sempre) e mezzo fallito, sconvolto parecchio, senza una donna fissa, sempre con casini di ogni, sempre camminando nei pressi di baratri.

insomma a me questo tipo di realtà proprio non mi va giù, non riesco a rapportarmici, come sia che la giri o cosa affronti e mi viva. ci ho provato e ci provo in parecchi modi, a ritagliarmi uno spazio mio al suo interno per starci meglio e più sereno - ma come si fa? - io davvero non lo so - per uno che viene dalla luna dove vengo io o sei un mutante o sei uno che si azzera o sei un pò’ alla frutta (che a volte è una bella scusa – perché quelli davvero alla frutta spesso sono altri da quelli che si fanno passare per tali) e non puoi farne a meno - a parte il primo caso, che mi sembra non poco difficile ma comunque dignitoso, gli altri mi fanno una tristezza notevole, per motivi opposti - e ce n'è strapieno in giro, allora nei sessanta ci fu il baby boom e siamo in tanti di quella generazione - perchè non ditemi che credete che tutti quelli che sono nati negli anni sessanta siano come li vedete voi oggi? questi trenta quasi quarant'enni indecifrabili che non si sa mai bene quello che fanno e se lo fanno non si sa perchè lo fanno - oppure credete alla favoletta che raccontano, e che loro per primi si raccontano di continuo  (finchè non fanno il botto di brutto e allora se ne vedono delle belle, o fanno cose deliranti ma tutto nella cosiddetta normalità) la storiella che semplicemente sono cresciuti e quello che fanno e che sono diventati è la conseguenza del maturare e di prendersi delle responsabilità - perchè la responsabilità verso i loro sogni e desideri più autentici non conta? - ma per favore...

e quindi io sono qui - un colpo al cerchio e uno alla botte - per non cadere ma fare cmq la mia strada - che non è nemmeno carreggiabile - è più un sentiero in mezzo a un bosco fitto chissà dove - cmq un pò ho imparato a cavarmela, e a volte anche a godermela - non mi fa più paura il bosco vuoto di notte, so fare i miei segnali di fumo se mi sono perso troppo, riconosco le tracce sul terreno per capire le piste, so capire chi ha una casetta da qualche parte e ti può ospitare un pò quando sei provato, ho imparato a riconoscere presto il tipo di animali che incontro, i tipi di tribù coi loro rituali, so leggere il tempo guardando il cielo, so quello che mi può nutrire anche se non è facile da digerire, a divertirmi invece di angosciarmi per lo strano tipo di natura interiore ed esterna che vado incontrando... e via dicendo..

poi ogni tanto nel bosco girano storie di verdi radure con mulini bianchi e famiglie felici - ma molto spesso (molto, leggetevi i dati istat) si sente che che poi quei campi non fanno più grano, che gli animali sono tutti malati x la merda che gli davano per pomparli, che le famiglie sono manicomi in miniatura fatti per arricchire psicologi e case farmaceutiche, che nello sclero i mulini sono bruciati e per finire dei bambini non se ne sa molto - e allora mi dico : certo da viandante non hai combinato molto ne costruitò granchè, a parte delle poesie, e dell'altra arte materica, per gran parte dimenticate in un angolo per incuria mia e disinteresse del pubblico che oggi ha altro a cui pensare (il grosso si è arricchito, ma anche "evoluto" nei suoi consumi, e chi è interessato davvero bisogna cercarlo col lanternino, spendendo un pacco in promozione e oliando gente a destra e a sinistra) - ma almeno hai portato avanti quella che oggi gli si chiamerebbe riduzione del danno - non hai ammorbato troppo il mondo con la tua presenza, se non per quel tanto di normale socialità, e non l'hai riempito di acquisti e lavori inutili o illusioni pragmatiche che erano già di seconda mano in partenza (a parte le dovute eccezioni - che confermano la regola).

Alla fine di tutto questo polpettone saranno sicuramente in molti (?!) a pensare che sono un irrimediabile nostalgico, ed un eterno peter pan, o un artista idealista viziato – non so, forse in certa parte sarà anche vero – ma al contrario a volte ho l’impressione opposta – non per presunzione – ma che in un certo senso almeno io sia anni luce oltre l’ipocrisia e il conformismo imperanti – che badate bene – non sono solo quelli dei vari forzitalioti o semplicemente idioti rampanti fighetti o cose così (tremendi) - ma ormai si trovano e permeano, con differenti idee e modelli e valori intoccabili, moltissimi ambienti, anche i più insospettabili – fino a qui arriva il mio snobismo!

poi altro che nostalgico – tra le altre cose, sono un’amanate della fantascienza, soprattutto quella che considera la ricaduta sociale del tecnologico, alla philiph dick per intenderci, e vorrei tanto vedere che fine farà questo mondino così pieno di sé – una volta usciti dalla prospettiva dei tempi dellla vita del singolo umano – ed entrati in quella dei tempi storici, totalmente diversa – che ha visto in passato succedere in relativamente poco tempo cose assolutamente imprevedibili – e crollare imperi che sembravano dover durare un’eternità – quindi piano col nostalgico, la storia non è così lineare, certe cose tornano, magari in forma diversa, certe sono rami secchi che non portano da nessuna parte, certe altre chissà…

ma ora basta così - sono andato ben oltre quello che mi ero prefissato – ma di sicuro almeno mi son tolto un paio di sassi che avevo nelle scarpe - visto che tra l’altro in tanti ultimamente hanno preso come sport quello di farmi da maestri di vita - giusto perchè sono un pò perso di testa, o almeno così sembra - come se questo li autorizzasse di default - da quale pulpito mi domando, poi, però me lo domando solo io - chè ormai certe domande esistenziali sono ammesse e concesse, a fiumi finchè si va a scuola, poi al massimo durante la pausa caffè, prima di addormentarsi e la domenica sera - perchè si ha da fare, disturbano equilibri già fragili, si ha bisogno di svagarsi e cmq si sa che non hanno risposta.

certo alcuni (si parla sempre di pochi intimi cmq, non di masse popolari) mi dicono, e io ci credo, di comportarsi così con me perchè mi hanno anche visto messo male, e in qualche modo si preoccupano per me perchè mi vogliono bene - questo mi fa davvero molto piacere, anche se forse non dovrebbero preoccuparsi troppo - ma la vera cosa strana è che all'inverso anche io, molto diversamente, e ognuno col suo caso personale, potrei essere preouccupato per loro (e per altri) - solo che sembra, date alcune circostanze, che sempre di default sia io alla fine a stare un pò dalla parte del torto - per dirla con brecht: "ci sedemmo dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano già occupati" - e quindi come posso fare anche solo a fargli capire il mio punto di vista su di loro e le loro scelte? - boh... in fondo se la sfangano - e quindi va tutto bene - più o meno, tenuti fermi certi problemi ormai sigillati in una scatola - ma come dice bene la voce fuori campo all'inzio del film "l'odio" (grandissimo) : "un uomo cade dall'alto di un grattacielo, la cosa è lunga e lui si dice, mentre cade: fin qui tutto bene, fin qui tutto bene... perchè il problema non è la caduta, ma l'impatto" (e poi esplode una molotov a contatto col pianeta terra in avvicinamento nel vuoto nero... piccola citazione)

buona vita a tutti, cmq... ^__^

pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 05:37 | commenti (3)
martedì, aprile 26, 2005
 

metterei volentieri qualche pezzo nuovo
ma dato che per ora la cosa non funza
metto una playlist di cose che sto ascoltando
una sorta di best twenties del momento
artista e album, non in ordine gerarchico :

steve reich - music for 18 musician
millencolin - kingwood
porcupine tree - lightbulb sun
ludovico einaudi - i giorni
foo fighters - foo fighters
sigur ros - agoetis byryun
dire straits - love over gold
strung out - suburban teenage wasteland blues
john coltrane - in a soulful mood (compilation)
green day - american idiot
phylip glass - the photographer
the fire theft - the fire theft
joe henry - scar
the cure - the singles and other stuff
herbie hancock - cantaloupe island

coldplay - a rush of blood to the head
ramones - my personal favourites
the brian setzer orchestra - the dirty boogie
low - things we lost in the fire
howard shore, ornette coleman - il pasto nudo (o. s.)

un pò di rock-fm le rare volte che prendo l'auto
+ vari altri...


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 03:47 | commenti (1)
 

pare che ci siano dei problemi tecnici o di blocco col portale che ospitava alcune delle mie foto e soprattutto gli mp3 e il music player - il portale è meryland - per le foto ne ho un'altro ma se qualcuno sa qualcosa di portali che offrono spazio internet free per mp3 e cose del genere ogni dritta è gradita - lentamente, ma sto tornando, anche su questi lidi di bit.

 


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 03:10 | commenti
 
Voglio dormire un momento
un momento, un minuto, un secolo
ma che tutti sappiano che non sono morto:
che c'è una stella d'oro sulle mie labbra
che sono il piccolo amico del vento di ponente
che sono l'ombra immensa delle mie lacrime.

F.G.Lorca

pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 00:07 | commenti
lunedì, aprile 11, 2005
 

Da scrivere

Com'è che la notte si fa tiepida come un vecchio cane?
Scendono tutti gli albatros sul mio litorale rosso
salgono tutti i fiumi dalle pietre di lava familiari.
Svengo, rinvengo, parto, resto qui per l'eterno degli atomi.
Tutte le puttane mi seguono fino alle rocce
lì non c'è squadra che tenga, non c'è abito, non c'è più storia.
Adesso. Muori alato. Dopo. Sangue in conserva.
scrivo con stilografiche al vino giovane, invecchiato.
Non importa. E' da scrivere.



pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 15:15 | commenti (1)
 

Post di servizio e no

per tutti quei pochi matti che mi vengono ancora a visitare: non mi abbandonate! insomma, la fiducia si misura anche sul lungo periodo...^_^ Ho solo il pc crashato, in temporanea quarantena, posto da fuori al momento, ma presto riavrò la mia macchinazza (o un portatile) e ripartirò alla grande. ho cmq scritto su carta, ero ispirato e c'è un pò di roba che aspetta. purtroppo non posso da qui nè cambiare la musica nè mettere foto che ho, e quindi si va sul verbale.
intanto metto giù una cosa che ho scritto sull'aurora, momento che nella mia vita scombinata al tempo di studente e poi di artista ho frequentato spesso, e giusto oggi l'ho rivista, avendo lavorato dall'una alle sei del mattino, quindi capita a fagiolo. e già che ci sono poi aggiungo una poésia, con l'accento sulla e, come diceva il grande manfredi in un suo film.

Il tenue viola di certe aurore ha il sapore del dramma di una fine impossibile - perchè è seguita da un inzio violento, inesorabile, che chiude la sospensione del tempo scandito - dura quell'attimo impercettibile che non lascia alcuna traccia in superficie - ma segna dentro come la nostalgia di niente, a chi ne ha viste tante - la sua magia è nella dissoluzione inafferabile - io sono della notte e lei è mia, questa città ci ha sposato - durante un'aurora.





pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 14:46 | commenti (4)
lunedì, aprile 04, 2005
 
Quello che oggi, così

e serpenti che ti si snidano sotto le scarpe
e condor che alluccano dalle nuvole alte
e la mucca che tiene l’aria ferma alla terra
e sotto sotto il fiume che sposta le sabbie
e il freschetto che lo senti e che parla di vita
e laggiù un albero, capitano gli alberi soli
e la signora che si aggira intorno tra i vicoli stretti
e i pugni delle sorelle, tutti alzati contro serrati
e gli aggeggi che quando non vanno ti incazzi
e gli organismi che sono pieni di pezzi
e molti pezzi vengono diretti da fuori
e la lentezza di sfangare le ore, i momenti
e il tempo, aha! che per istanti scompare
e i tuoi vestiti, sono i tuoi, proprio quelli
li porti da un po’ come i tuoi bordelli
che di soldati malnati son sempre pieni
come di signori che voglion ben esser trattati.

pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 02:00 | commenti
sabato, aprile 02, 2005
 

va bene ok
scelgo di fermarmi
e risalire il pendio
che di tutto porta all'oblio
ma dov'è, ma c'è
là in cima
un qualche tipo di dio
che chiama?
io davvero non lo sento
sarò diventato un pò sordo?
ma se cè una cosa che so
è che non sono un uomo di fede
ed una cosa che non ha però.


listening in loop to : all the album
scar - joe henry
simply great.


pubblici cazzi miei
sputati giù un pò così
| 16:22 | commenti (3)